Si è persa un’altra
importante occasione per fare chiarezza nei conti del Comune di
Grammichele.
Nell’ultima seduta del
Consiglio comunale dello scorso 28 aprile è stato approvato il
rendiconto per il 2014, senza procedere all’accertamento
straordinario dei residui.
Non sto a spiegarvi cosa
sono i residui; sappiate solo che il loro accertamento straordinario
è così importante che la Legge prevede che il mancato adempimento a
quest’obbligo comporta il commissariamento della Giunta e lo
scioglimento del consiglio comunale.
Il rendiconto approvato
nei giorni scorsi dal consiglio comunale è dunque illegittimo e non
ha alcun valore giuridico ma quello che mi preoccupa di più è che
non ha alcun valore sul piano economico, cioè non consente di
redigere dei bilanci veri con delle somme reali.
Se a Grammichele non
abbiamo mai soldi per fare nulla, per riparare le strade, per fare
pattugliare la città anche di notte dalla Polizia municipale, per
pagare i fornitori del Comune, per pagare i servizi sociali, per
avviare strategie occupazionali; tutto questo lo dobbiamo ai bilanci
che sulla carta riportano somme che nella realtà non ci sono.
Il Consiglio comunale,
davanti a tutto questo, dorme o fa finta di dormire.
I consiglieri di
maggioranza supinamente accettano ogni documento che
l’Amministrazione gli dice di firmare.
Tra i consiglieri di
opposizione Rocco Zapparrata, ha evidenziato che prima del rendiconto
doveva essere approvato l’accertamento straordinario dei residui,
ma nessuno ha impedito che fosse messo ai voti un rendiconto
che per legge non poteva essere votato.
Partecipando alla seduta
del Consiglio, l’impressione che ne ho avuto è stata quella di
persone che sono così attente a pianificare strategie
politiche da dimenticare che la città è al collasso.
A questo gioco non ci
stiamo. Crediamo nell’utilità di un coordinamento tra tutti quei
consiglieri che si stanno accorgendo dei limiti di questa
amministrazione, ma alle parole devono seguire le azioni.
Più chiarezza, meno
tatticismi: ecco cosa chiedono i cittadini.
Non possiamo più
permetterci di attendere gli eventi, di aspettare che altri facciano
quello che possiamo fare adesso.
E’ venuto il momento di
dire #OraBasta.

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